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Caterina Maestro

Caterina Maestro

Qualcosa di cui sparlare:
Lifestyle - Stile di vita
Se scrivere aiuta a definire, definirmi non mi aiuta a scrivere. Drama queen per eccellenza, disordinata, caotica e, sì, tragicamente lunatica, mi difendo dall’ansia del mondo sparando il numero maggiore di parole possibili al secondo. Rido, piango, soprattutto rido. Però forse piango. Soffro di incontinenza verbale e di sindrome da abbandono ancestrale. Famiglia-centrica, amici-centrica, disagio-centrica cerco di trovare tempo nelle 24h della giornata per non deludere nessuno finendo inevitabilmente per scontentare tutti. Adoro i cuccioli, ma vado pazza per le pellicce. Ho un cane, ma tra i due non sono certamente io il padrone. Amo socializzare, ma soffro di egocentrismo al contrario per cui se potessi avere dei super poteri sceglierei di essere la Donna Invisibile. E magari di assomigliare pure a Jessica Alba. Dopo X-men ho passato 2 giorni a cercare di spostare oggetti con la mente e ancora non mi sento pronta ad escludere di avere poteri mentali mutanti. Credo a qualsiasi cosa mi si dica. Come quando mi hanno convinta che fare il bagno con le orche non sia pericoloso se ci si lava bene prima. Ho deluso i miei genitori la prima volta rifiutando di iscrivermi a Legge, la seconda volta abbandonando Architettura per Lettere e la terza laureandomici a pieni voti. Aspirante sceneggiatrice, arrangiata assistente alla regia, ufficiale schiava di scena, dopo 2 anni di tentativi disparati ho abbandonato il magico mondo del teatro quando mi sono resa conto che papà era inspiegabilmente serio quando diceva di non volermi mantenere a vita. Da allora mi barcameno come non-si-sa-bene-se web editor/social media specialist/diplomatica/tuttologa per un gruppo societario familiare orientato all’e-commerce che partendo dal turismo diVolamondo.it, passa per il biologico con Ecomarket.eu, spaziando anche nell’advertising e nel radioinstore con Pillowservice.it. Stanco della riconoscibilità dello zampino de “Il pensiero di Cate” in contesti per lo più ufficiali, il mio vate Max per Natale mi ha regalato un blog dove raccogliere tutte le parole che non gli avevo ancora detto. E che evidentemente non era interessato a sentire. Attiro le casualità più disparate e se qualcosa può andare male, sicuramente sarò in prima fila. Al mio primo tete a tete romantico ho dato fuoco a un menu, e all’ultima visita allo zoo i guardiani hanno sparato a dei poveri animaletti indifesi esattamente di fronte a me. Tutto mi stupisce, ma nulla riesce più a sconvolgermi. Perché io non l’ho visto, l’ho vissuto. La mia frase manifesto? “Sono arrabbiata perché non sono arrabbiata”.
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