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Chiara Borelli

Chiara Borelli

La gazzetta di Paco:
Benessere - Cultura

Difficile dire quando il mio amore viscerale per gli animali e la Natura ha avuto inizio, probabilmente è nato con me. Naturale quindi che mi sia laureata in Biologia, la scienza della vita. Due incontri fortunati hanno segnato il mio percorso. Il primo è avvenuto in università, con un bravissimo professore di zoologia, che negli è diventato semplicemente Ettore, un grande amico. Non so elencare tutto quello che mi ha insegnato, dimenticherei sicuramente qualcosa. Porterò sempre con me l’umiltà di quest’uomo geniale. Negli anni trascorsi in università dopo la laurea ho lavorato a progetti di ricerca molto interessanti sotto la sua guida. La necessità di mantenermi mi ha però portato a cercare altre strade.

Paco invece è stato il mio compagno a 4 zampe per quasi 17 anni: dove c’ero io, c’era lui e viceversa. È stato il Cane che tutti vorrebbero avere, e per mia fortuna… è capitato proprio a me! Mi ha insegnato il valore dell’amicizia, la comprensione senza bisogno delle parole, l’empatia, l’essere sempre uno nei pensieri dell’altro. E… a non prendersela mai troppo. È grazie a lui se ho voluto conoscere più a fondo l’universo cinofilo: così sono diventata educatore cinofilo di I livello e operatore in zooantropologia asistenziale (pet therapy). Il mio ingresso nel mondo del giornalismo è avvenuto 14 anni fa, all’inizio come free lance e poi per vari periodici. Ora coordino Focus Wild, mensile di cui ho scritto il progetto. Parla ovviamente di animali, selvatici e domestici, con l’intento di far scoprire sempre qualcosa di nuovo e stupefacente. Convinta che il rispetto passa anche dalla conoscenza. Come ha scritto Ettore “la compassione e l’empatia verso gli animali, sono molto legate a compassione e empatia verso gli esseri umani. La crudeltà verso gli animali è sovente connessa a crudeltà verso gli esseri umani”. Attualmente i miei compagni a 4 zampe sono Asso, un vecchio segugio che ha tenuto duro per 8 anni in canile prima di trovare finalmente la sistemazione che meritava (e che tutti i cani in gabbia meriterebbero) e Nina, una cagnolina napoletana dagli occhi luminosi e profondi.
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