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Olga Orlandi

Olga Orlandi

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La forma del peso:
Cucina - Food
Mi chiamo Olga Orlandi e sono nata e vivo a Milano, sempre nel quartiere del Casoretto. Pur se nelle mie vene scorre anche lava vesuviana. Dando l’ennesimo strappo al calendario posso ben dire che in qualcosa più di trent’anni mi sono accadute molte cose belle, qualcuna terribile. Ho una famiglia atipica che comprende parenti di sangue e altri che mi hanno allevata insieme ai miei genitori, la cui progenie sono i miei fratelli acquisiti; una sorella in senso stretto -anzi, strettissimo-, inchiostrata di storie di vita non comuni e tatuaggi, un ex marito ancora amatissimo, un chitarrista che mi ha rincollato e spezzato il cuore, un amico studioso e sensibile con cui ci nutriamo a vicenda, una coppia di “elle”, di cui una “occlita”, un testimone di nozze montessoriano che è come me, un pittore violinista senza cellulare che però è sempre come se ci fossimo salutati mezz’ora fa, la sua compagna speciale, un suonatore di Cajon con cui metto in pratica del mutuo soccorso spot, una zia acquisita che mi ha insegnato il giornalismo, un’amante, uno chef che non vedo quasi mai ma che non mi abbandona mai, un amico che, chiuso in serra legge tutti i libri del mondo e me li racconta e mi porta al cinema, un drappello di compagni di classe con cui avremo sempre rigurgiti adolescenziali intorno a un piattone di zighinì. Un gruppetto di amici più giovani che mi hanno accolta con la curiosità genuina dei vent’anni. Un amico che doveva partire da solo e invece mi ha dato un’appuntamento a Leh – Ladakh – Kaskimir – India. Non il primo e non l’ultimo dei miei viaggi a piedi per il mondo. La mia prima professione è la scrittura, la prima passione è la radio. Quando c’è l’occasione di lavorare scrivendo l’acchiappo con gioia, altrimenti esprimo la foga grafomane ad ogni costo, amazzonico o elettronico, digitando o a penna bic. Da gli studi sotterranei, ora emersi, di Radio Bla Bla vado in onda con RQB – Radio Quanto Basta. Con gli amici e soci è un continuo daffare per vivacizzare, riempire e ramazzare il brulicante studiolo: spazio minimo, andirivieni incessante e un periscopio roteante sul mondo fuori per sapere quando è ora di mettersi il mixer in spalla e fare un’incursione open-on-air. La storia di cui oggi inauguro un nuovo capitolo, però, comincia quando, alla ricerca di un lavoretto, mi sono ritrovata a ricopiare indirizzi di alberghi e ristoranti dall’indice di una rivista di turismo enogastronomico. Da allora, per quanto mi cimenti quanto più posso nella cronaca di argomenti vari, al microfono o per iscritto, il cibo è diventato la mia fortuna e la mia ossessione, l’addentellato del mio percorso professionale ed il mio tormento più intimo. Oggi, se pur con appetiti confusi, sento di voler condividere il nutrimento, quello saporito e quello per l’intelligenza, con tutti frequentatori della rete che vorranno essere miei commensali. Se dunque avete stomaci gorgoglianti, siete affamati d’affetto, se le vostre viscere sono in rivolta, se divorate letture e non sapete digiunare d’esperienze, questo blog potrebbe interessarvi. Se avete una ricetta di vita da consigliare o se vi manca un ingrediente per ritrovare il gusto di vivere forse vorrete provare a lanciare un messaggio da questa pagina web. Se siete a dieta o se non toccate cibo, se siete avidi o schifiltosi, se avete a che fare con una di quelle sindromi col finale in –ia… questa mia iniziativa non v’ingrasserà e non vi farà dimagrire, ma potrebbe distrarvi in modo genuino, fino al prossimo spuntino. Se siete, come me, esasperati dal peso forma, vorrete forse aderire ad un progetto che bada all’essenza: “la forma del peso”. LINK www.essei.net www.radioblablanetwork.net www.ultrafilosofia.it www.laboratoriocingoli.it www.amitaba.net www.grey-panthers.it www.lacucinaitaliana.it
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